Taranto e le sue bellezze culturali

Risorse e opere da salvare a Taranto


Situata nell’angolo settentrionale del vasto Golfo di Taranto, esattamente tra il Mar Grande ed il Mar Piccolo, per questo anche chiamata la ‘città dei due mari ’. Fu fondata verso la metà dell’ottavo secolo a.C. da un gruppo di coloni spartani ed ha da sempre rappresentato un punto strategicamente importante sia dal punto di vista commerciale che militare.

Ricca di cultura e di bellezze artistiche ed architettoniche, la città vecchia di Taranto fa da scrigno a numerosi edifici di interesse storico-artistico come il Tempio Dorico e la Cripta del Redentore, ed a palazzi nobiliari come Palazzo Pantaleo e Palazzo d’Ayala Valva. Percorrendo le vie e strette e tortuose della parte più antica della città è facile scorgere il magico incontro tra romanico, barocco e gotico rispettivamente nel Castello Aragonese (il primo eretto da Ferdinando d’Aragona nel 1480) con quattro torrioni cilindrici, nella Cattedrale di San Cataldo (il patrono) edificata in stile romanico ma rimaneggiata più volte in età barocca e la chiesa di San Domenico Maggiore con facciata romanico-gotica.

Affascinante e suggestivo è l’ipogeo De Beaumont Bonelli Bellacicco, con le sue testimonianze greche, bizantine e medievali ma in generale tutta la città è caratterizzata da un patrimonio di rara bellezza e dalla presenza, ovunque, di elementi che trasudano arte, storia e leggenda.

Taranto è famosa anche perché ospita il Museo Archeologico Nazionale più importante del meridione dopo quello di Napoli, fondato nel 1881 e che contiene testimonianze della Magna Grecia con reperti del valore inestimabile quali: il Zeus bronzeo di Ugento, la testa di Athena con elmo Corinzio e la testa di Augusto velato.

La parte nuova è caratterizzata invece dal lungomare, che è il più alto d’Europa ed offre una particolarissima e suggestiva visione del Mar Grande e delle isole Chèradi a cui fanno da sfondo i monti della Basilicata e della Calabria.

L'ilva di taranto nel bene e nel male

L’acciaieria Ilva di Taranto nasce intorno agli anni Sessanta riuscendo nel corso degli anni a raggiungere le prime posizioni mondiali nell’industria siderurgica; ad oggi infatti è il più grande stabilimento europeo in questo settore destinando i suoi prodotti sui mercati internazionali ma soprattutto svolgendo un ruolo fondamentale nell’alimentazione di tutta l’industria metalmeccanica nazionale.

Lo stabilimento è situato di fronte alla costa di Taranto, posizione particolarmente strategica da un punto di vista logistico anche per l’acquisizione delle materie prime e che assieme alla disponibilità di risorse umane ed alla flessibilità di risorse, infrastrutture ed impianti particolarmente all’avanguardia ha contribuito notevolmente a rendere l’Ilva di Taranto un gruppo leader nel settore siderurgico a livello internazionale.

All’interno degli impianti l’acciaio viene prodotto attraverso un ciclo integrale di processi complessi ed onerosi in grado di dare un prodotto finito qualitativamente molto competitivo.

Il gruppo attribuisce molta importanza al recupero di energia, gas e calore durante l’intero ciclo produttivo ed ha fatto dello sviluppo sostenibile uno dei punti centrali su cui si basa il successo e la competitività che lo contraddistingue nel mondo.

Con i suoi ventitremila dipendenti, quarantadue stabilimenti ed un fatturato di circa undici milioni di euro, l’Ilva di Taranto rappresenta più del 75% del prodotto interno lordo della Provincia oltre ad una rilevanza fondamentale che traina l’industria in tutto il Paese.

L’indotto ha sempre cercato di assolvere alla propria responsabilità sociale effettuando continuamente piani di ammodernamento tecnologico che permettessero di limitare l’impatto ambientale della propria attività, investendo sempre ingenti quantità di capitale per adempiere a tutte le normative vigenti in merito di ambiente, soprattutto per quanto riguarda le emissioni atmosferiche di polveri sottili e fumi dannosi.

Nonostante sistemi di gestione ambientale avanzati e tecnologicamente all’avanguardia, lo stabilimento non è però riuscito a condurre una politica ambientale perfettamente in linea con le disposizioni ambientali vigenti e, si è trovato a dover affrontare problematiche dovute alla denuncia da parte dei cittadini delle zone limitrofe in merito alle emissioni dannose provocate dai camini dello stabilimento. Attualmente è in corso un processo ai vertici del Gruppo per stabilire le responsabilità riguardo all’inquinamento ambientale causato in tutta la regione ed al sostanziale aumento delle malattie tra gli abitanti della zona.

Nonostante l’acciaieria Ilva di Taranto abbia ottenuto svariate certificazioni, tra le quali la UNI EN ISO 14001 relativamente alle norme sul rispetto ambientale, sono ancora molti i passi da compiere per ottenere uno sviluppo realmente e totalmente eco sostenibile che non danneggi né ambiente né, e soprattutto le persone, in modo da continuare a fornire un apporto fondamentale in termini di crescita, l’intero Gruppo, infatti, dà lavoro ad un gran numero di cittadini.


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