Quando i piani industriali diventano green


E’ la Green Economy (http://it.wikipedia.org/wiki/Economia_verde) la nuova frontiera che si affaccia nei piani industriali delle multinazionali. D’altronde è una logica pianificazione atta a creare i fondamentali di una nuova economia che, necessariamente, dovrà rivolgersi alla natura per trarre benefici economici finora impensati ed impensabili. La nuova economia ecologica (green) deve essere in grado di implementare prima e sostituire poi, quello sviluppo economico che si sta esaurendo in questa fase sociale dell’esistenza dell’umanità. Un nuovo sistema che dovrà innanzi tutto prendere in debito conto l’impatto ambientale e cercare di tutelarlo al meglio affinché le materie naturali possano essere trasformate in energia con l’accortezza di evitare ogni possibile danno di conseguenza dell’eliminazione o dello smaltimento delle scorie.
Molte e qualificate sono le ricerche, ad esempio, che stanno sperimentando il bioetanolo (http://it.wikipedia.org/wiki/Bioetanolo) in grado di sostituire il petrolio in ambito energetico. Si valuta che le riserve del petrolio rimaste, possano durare ancora per circa 85 anni prima di esaurirsi definitivamente e, quindi, vivendo in una società che si nutre quotidianamente di carburante, è evidente l’esigenza impellente di poter creare delle alternative a questa forma di energia. Così come l’energia eolica (http://www.enea.it/it/enea_informa/documenti/quaderni-energia/energiaeolica.pdf) potrà sostituire quella elettrica in molti usi essendo un’energia alternativa, rinnovabile e sostanzialmente pulita non producendo emissioni di gas serra. Per una società che sta vedendo l’esaurirsi di quelli finora considerati tradizionali mezzi di produzione energetica (petrolio, carbone, gas) altamente inquinanti ed originanti del famigerato effetto serra, ogni prodotto derivante dalla ricerca e sperimentazione della Green Economy, risulta essere il vero tema sul quale investire.

 



 


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