Catasto delle Aree Protette


Per aree protette si intendono tutte quelle aree marine e terrestri che grazie alle loro caratteristiche sono ritenute di particolare valore naturalistico e ambientale.

In ritardo rispetto allo scenario internazionale, in Italia si sono iniziati a gettare i principi fondamentali per la valorizzazione del patrimonio naturale con la Legge Quadro 394/91 che ha istituito una classificazione di tali aree.

Le aree protette attualmente sono sottoposte a specifici vincoli per quanto riguarda la gestione del territorio. Nel caso si faccia richiesta ad esempio di "variazione di costruzione" è necessario quindi allegare alle documentazioni la visura catastale dell'eventuale immobile e specificare, oltre alla categoria catastale e alla destinazione d'uso, eventuali vincoli paesaggistici o se l'intervento ricade in aree protette.

Il Ministero dell'Ambiente redige periodicamente un aggiornamento delle aree naturali protette, attualmente è in vigore il 6° aggiornamento pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 125 del 31.05.2010.

Tale individuazione ha permesso di fare un catasto delle aree protette identificando territori terrestri e marini (circa 1.300.000 ettari) dove vengono promosse politiche di valorizzazione ambientale.

Fra le aree protette troviamo ad esempio i “Parchi Nazionali”, costituiti da aree terrestri, fluviali, lacuali o marine che, per la loro specificità, richiedono la tutela dello Stato in modo da essere conservati e donati in perfette condizioni alle generazioni future (es. Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi in Veneto).

Vi sono poi i “Parchi naturali regionali e interregionali” che costituiscono un sistema omogeneo, legato alle tradizioni culturali e individuato da valori artistici, naturalistici e paesaggistici come ad esempio il Parco fluviale regionale del Taro in Emilia.  Le “Riserve Naturali” (statali o regionali) si caratterizzano invece per flora, fauna ed ecosistemi naturalisticamente rilevanti (es. Riserva Naturale Castelvolturno in Campania).

Altra categoria è quella delle “Zone umide di interesse internazionale” paludi, aree acquitrinose o marine con profondità non superiore a 6 metri in bassa marea che hanno caratteristiche ritenute di importanza internazionale anche come habitat degli uccelli acquatici (vedi convenzione di Ramsar 1971).

Vi sono inoltre “Altre aree naturali protette” in cui rientrano le oasi e i parchi delle associazioni ambientaliste a gestione pubblica o privata (es. WWF e LIPU) e le “Aree di reperimento terrestri e marine” la cui conservazione è considerata prioritaria.

 

*Obbligatorio

Europe Conservation Funds: Scrivici la tua opinione

Sei un...

2011 EuropeConservation.org